”L’alleanza del fare per andare avanti, tutti”

VITERBO – (aml) ”Il 4 marzo vinciamo e, per la prima volta dal dopoguerra, sfateremo il tabù che alla regione Lazio non si riesce ad eleggere due volte lo stesso presidente”.

Così Nicola Zingaretti, che tenta il bis alla guida della Pisana, infiamma la platea accorsa al bistrot del teatro Caffeina per la sua prima uscita ufficiale nella Tuscia per la riconferma come candidato governatore del Lazio. Ad accoglierlo, oltre al consigliere regionale uscente Riccardo Valentini promotore della Festa delle idee in cui cittadini ed esperti dei vari settori hanno elaborato due documenti – uno con le 5 priorità da inserire nel programma e l’altro contenente spunti e riflessioni su tematiche quali Ambiente, Agricoltura, Sociale e Sanità, Cultura, Trasporti e infrastrutture, Turismo e sviluppo economico – che sono stati consegnati a Zingaretti, tutti i candidati alle Regionali che lo sostengono. Da Luisa Ciambella ad Andrea Egidi, da Francesco Bigiotti a Filippo Rossi agli aspiranti parlamentari Giuseppe Fioroni e Alessandro Mazzoli che dovranno attendere il 25 gennaio per conoscere la loro sorte.

”La nostra rivoluzione in questi cinque anni – ha sottolineato Zingaretti – è stata passare dalla fase del ‘si deve fare’ all’attuale ‘si può fare’. Cinque anni fa l’elenco delle cose che si dovevano fare era lunghissimo: la Regione aveva 800 milioni di debito della sanità, pagava le fatture dopo oltre 1000 giorni, aveva il 50% dei debiti di tutto il Paese. Ora, dopo 45 anni, si va verso la chiusura del cantiere di Belcolle, con 135 posti letto in più e puntando su una tecnologia avanzata per evitare la fuga verso ospedali di altre regioni. Il bilancio della sanità ora è in attivo e nel biennio ci saranno 3500 assunzioni compresa la stabilizzazione dei precari. Cinque anni fa nessuno credeva all’uscita dal commissariamento”.

Dopo la sanità i trasporti con il completamento delle infrastrutture della Tuscia – trasversale Orte Civitavecchia, le ferrovie Roma nord e la Orte Civitavecchia – e poi il sistema universitario. ”Al mio insediamento le borse di studio erogate erano solo 10mila e venivano pagate dopo anni, oggi siamo a 21mila. Il Lazio in questo ambito è stata la regione che ha compiuto il balzo più grosso”.

”E’ il tempo della ripresa e del rancore, inteso come la rabbia dei cittadini rispetto ai diritti e ai bisogni degli individui. Questa è la sfida. Non dobbiamo cavalcare le paure – prosegue Zingaretti riferendosi alle dichiarazioni dei populisti – il nostro dovere è quello di risolvere i problemi che generano le paure. Occorre ridare significato alla parola speranza”.

E per fare questo si appella ”all’alleanza del fare per andare avanti tutti. Da solo non ce la faccio a vincere perché questa campagna elettorale è all’insegna delle fake news, degli insulti e per contrastarli occorre la forza del fare della comunità”.

E nei prossimi giorni annuncia che sarà di nuovo a Viterbo e nella Tuscia per incontrare i giovani agricoltori e illustrare le misure a sostegno del settore.